Che cosa ci stiamo a fare e la libertà d'espressione
Vorrei tanto che non ricominciassimo su questo blog a spaccare il capello in quattro su temi dibattuti tante volte in questi ultimi mesi e soprattutto vorrei non essere costretto a passare il tempo a cancellare commenti burla o soprannomi che non mi piacciono. Detto questo trovo sbalorditivo che ci si chieda ancora che cosa ci stiamo a fare dentro Sinistra e LIbertà e se Socialismo ancora possa essere usato come termine. Il Ps crede fermamente, e lo ha deciso in direzione e a più riprese nelle riunioni di segreteria, in questa formazione politica nata per rispondere a due esigenze: 1) ricostruire una forza di sinistra diversa e nuova che spinga all'aggregazione e alle alleanze anche un partito supponente come il Pd per effettuare una battaglia veramente riformista e puntare a riprendere il governo del paese; 2) superare la soglia del 4%, possibilmente non di un soffio, per far si che si presti più attenzione da parte di tutti all'esigenza non più rinviabile di cui al punto 1. Il Partito Socialista non solo condivide questo progetto, ma se n'è fatto motore e molte iniziative sono partite da noi. Quanto al fatto che la situazione economica, più che la difesa dei diritti, muova da sempre l'elettorato... posso convenire. E certamente dietro tutte le mie dichiarazioni di queste settimane ho accompagnato il discorso dei diritti con quelli della difesa dei più deboli, degli emarginati, degli anziani:Parlare di precariato, parlare di diritto a un lavoro retribuito, di diritto di costruirsi una casa e una famiglia, un futuro..il diritto ad essere tutelati dal punto di vista sindacale, sanitario, contributivo..non è parlare di economia, di crisi, di lavoratori, e contemporaneamente di diritti civili singoli e collettivi? Il diritto alla scelta della propria vita, anche quando si vegeta in un letto da anni non è forse un diritto da difendere e inserire in tutto il contesto? E non è socialismo questo? E non è essere socialisti trovarsi su questi argomenti? Ognuno certo è libero di esprimersi come crede e trovare che tutto questo è poco. Ed è poco socialista. Liberissimi. Ma non siamo liberi di pensare che un blog senza censura preventiva, senza controlli, senza particolare idiosincrasie, debba necessariamente pubblicare ogni cosa per potersi dire democratico. Questo è e sarà un blog democratico anche se dovrà fare a meno di chi vive nell'ombra o di riccardin dal ciuffo o di altri. La penso così.
lunedì aprile 27 2009 02.52
Copyright