Ricominciamo da tre
Finito anche il turno delle amministrative, ora si possono fare bilanci ragionati e provare a immaginare un percorso per il futuro. Come qualcuno di voi avrà letto sul sito del Partito, nei documenti, nelle dichiarazioni, ho sempre messo in chiaro un punto: Sinistra e Libertà non muore perché non ha superato lo sbarramento del 4%. E non scompare neppure il Partito socialista.
Con calma, tenacia, con la forza che ci viene da convinzioni profonde, continuiamo ad andare avanti. Ricominciamo da tre.
Il tre per cento virgola qualcosa è la percentuale che SL ha raccolto alla europee. Alle amministrative i risultati sono stati ben più soddisfacenti, ma soprattutto ha preso davvero corpo un elettorato che senza il nostro progetto sarebbe rimasto senza voce. Quasi un milione di votanti. Inutile dire che il risultato elettorale non è stato quello che ci sarebbe piaciuto, ma – come si suol dire – ‘nelle condizioni date’ è stato un risultato tutt’altro che disprezzabile. Contro avevamo un simbolo nuovo, sconosciuto, un progetto appena abbozzato, un black out comunicativo pressoché impenetrabile, risorse economiche praticamente vicne allo zero, eppure siamo arrivati a superare il 3%. Non è una consolazione, è un’oggettiva e ragionevole presa d’atto di una situazione difficile. Difficile ma non disperata.
Il seminario di SL di venerdì, è stato l’occasione per la prima verifica pubblica e collettiva di quanto abbiamo fatto e di quello che vogliamo e possiamo ancora fare, ma riprendo il senso di quello che ha scritto Andrea, mercoledì 24 giugno 2009, per tranquillizzare i più timorosi.
SL continua, vive, si sta dando alcuni obbiettivi concreti, comprensibili e su questi cercherà di costruire il nuovo percorso. Dopo verranno le questioni organizzative, la forma partito, quella della leadership e delle alleanze. Dopo. Prima vorremmo spiegare agli elettori, cosa vogliamo fare. Prestissimo, forse già da domani, potremo parlare concretamente di tre o quattro progetti, di un’agenda della sinistra riformista, di 'cose' da fare. Affronteremo questioni come quella degli ammortizzatori sociali, della scuola, della centralità del Parlamento, di nuovi diritti di cittadinanza.
Noi non faremo come il Pd. Dentro Sinistra e Libertà, non scoppierà nessuna guerra tra vecchio e nuovo, nessuna gara tra leader, reali o virtuali, di ieri o di avant’ieri, tra 'simpatiti' e 'antipatici'. Siamo stati l’unica novità di questa campagna elettorale e vogliamo continuare a esserlo anche nel modo di concepire l’attività politica. E perdonatemi se mi sono in questi giorni soltanto limitato a leggere quello che scrivevate senza intervenire oppure se ho lasciato con qualche minuto di anticipo una direzione per andare davanti all’ambasciata iraniana a manifestare la mia rabbia per lo scempio dei diritti umani che il regime teocratico sta compiendo giorno dopo giorno. Questo non significa distacco, o peggio assenza, ma solo un’oggettiva difficoltà a essere ‘onnipresente’ o una valutazione di priorità per quanto accade fuori dal nostro mondo socialista, certo importante ma piccolo, che non sempre deve necessariamente essere condivisa da tutti.
Grazie comunque per quello che scrivete; per i consigli, gli apprezzamenti e le critiche. E’ un segno di grande vitalità che presto, ne sono certo, darà i risultati che desideriamo.
lunedì luglio 6 2009 03.16