Riccardo Nencini

Blog di Riccardo Nencini

Il blog di Riccardo Nencini


Finito anche il turno delle amministrative, ora si possono fare bilanci ragionati e provare a immaginare un percorso per il futuro. Come qualcuno di voi avrà letto sul sito del Partito, nei documenti, nelle dichiarazioni, ho sempre messo in chiaro un punto: Sinistra e Libertà non muore perché non ha superato lo sbarramento del 4%. E non scompare neppure il Partito socialista. Con calma, tenacia, con la forza che ci viene da convinzioni profonde, continuiamo ad andare avanti. Ricominciamo da tre. Il tre per cento virgola qualcosa è la percentuale che SL ha raccolto alla europee. Alle amministrative i risultati sono stati ben più soddisfacenti, ma soprattutto ha preso davvero corpo un elettorato che senza il nostro progetto sarebbe rimasto senza voce. Quasi un milione di votanti. Inutile dire che il risultato elettorale non è stato quello che ci sarebbe piaciuto, ma – come si suol dire – ‘nelle condizioni date’ è stato un risultato tutt’altro che disprezzabile. Contro avevamo un simbolo nuovo, sconosciuto, un progetto appena abbozzato, un black out comunicativo pressoché impenetrabile, risorse economiche praticamente vicne allo zero, eppure siamo arrivati a superare il 3%. Non è una consolazione, è un’oggettiva e ragionevole presa d’atto di una situazione difficile. Difficile ma non disperata. Il seminario di SL di venerdì, è stato l’occasione per la prima verifica pubblica e collettiva di quanto abbiamo fatto e di quello che vogliamo e possiamo ancora fare, ma riprendo il senso di quello che ha scritto Andrea, mercoledì 24 giugno 2009, per tranquillizzare i più timorosi. SL continua, vive, si sta dando alcuni obbiettivi concreti, comprensibili e su questi cercherà di costruire il nuovo percorso. Dopo verranno le questioni organizzative, la forma partito, quella della leadership e delle alleanze. Dopo. Prima vorremmo spiegare agli elettori, cosa vogliamo fare. Prestissimo, forse già da domani, potremo parlare concretamente di tre o quattro progetti, di un’agenda della sinistra riformista, di 'cose' da fare. Affronteremo questioni come quella degli ammortizzatori sociali, della scuola, della centralità del Parlamento, di nuovi diritti di cittadinanza. Noi non faremo come il Pd. Dentro Sinistra e Libertà, non scoppierà nessuna guerra tra vecchio e nuovo, nessuna gara tra leader, reali o virtuali, di ieri o di avant’ieri, tra 'simpatiti' e 'antipatici'. Siamo stati l’unica novità di questa campagna elettorale e vogliamo continuare a esserlo anche nel modo di concepire l’attività politica. E perdonatemi se mi sono in questi giorni soltanto limitato a leggere quello che scrivevate senza intervenire oppure se ho lasciato con qualche minuto di anticipo una direzione per andare davanti all’ambasciata iraniana a manifestare la mia rabbia per lo scempio dei diritti umani che il regime teocratico sta compiendo giorno dopo giorno. Questo non significa distacco, o peggio assenza, ma solo un’oggettiva difficoltà a essere ‘onnipresente’ o una valutazione di priorità per quanto accade fuori dal nostro mondo socialista, certo importante ma piccolo, che non sempre deve necessariamente essere condivisa da tutti. Grazie comunque per quello che scrivete; per i consigli, gli apprezzamenti e le critiche. E’ un segno di grande vitalità che presto, ne sono certo, darà i risultati che desideriamo.



 

 
 
Care compagne, cari compagni, cari elettori,
 
al termine di una campagna elettorale molto faticosa e nella quale le altre forze politiche di tutto hanno parlato tranne che delle ragioni di un voto europeo e amministrativo ponderato, mi rivolgo a voi tutti, che in più di un’occasione avete dovuto stringere i denti e fare perno sui nostri ideali per guardare avanti; per sognare e credere ancora nella possibilità di una società diversa da quella a cui vorrebbe vederci rassegnati il “papi- Berlusconi”. Noi vogliamo una società, un paese, e soprattutto una sinistra diversa tuttavia anche da quella che immagina il momentaneo leader del Partito Democratico, Franceschini. Pensiamo a una sinistra che si batta realmente e quotidianamente per i diritti civili, per la cittadinanza a pieno titolo dei più deboli e dei precari, per modificare le ingiustizie e le disparità con leggi e non con parole. Noi socialisti spingiamo insomma nella direzione di un vero riformismo di sinistra indispensabile per affrontare e risolvere i problemi del paese. Io non so dire oggi se il riformismo socialista per cui tanto mi sono battuto in questi mesi sia stato compreso da tutti. Come non so dire se il riformismo laico e di sinistra a cui penso, fin da quando giovane parlamentare ho provato a trasformare in proposte di legge i miei ideali, abbia fatto passi in avanti. Mi sento tuttavia di dire con assoluta certezza che il socialismo riformista ha un suolo luogo fisico dove nutrirsi e farsi portatore degli interessi della collettività. E questo luogo è la sinistra. E questo luogo è il Partito Socialista. Nessun riformismo socialista può collocarsi, con buona pace dei ministri Sacconi e Brunetta, dentro un progetto di centrodestra. E’ la natura stessa degli interventi da compiere, il senso stesso di una riforma ad uso e consumo delle classi più deboli e indifese a renderlo impossibile. E’ l’idea di far compiere passi in avanti a molti, anziché a pochi, a far si che sia da tutt’altra parte rispetto a un governo che ha lavorato sempre su leggi ad personam. Compreso davanti a un caso complesso e difficile come quello della povera Eluana Englaro il ministro Sacconi si è attestato su di una riva diversa da quella del riformismo socialista di antica tradizione. Con Sinistra e Libertà ho voluto rimettere in piedi una possibilità di rinascita per una sinistra diversa. Certo lo sbarramento del quorum al 4% con cui, anche per le elezioni europee, si è voluto dividere l’Italia in due blocchi sempre pronti a fare accordi di potere, ci ha indicato la strada come inevitabile. Ma vi assicuro che continuerò a battermi anche dopo il 7 giugno affinché di riformismo possano parlare con cognizione di causa solo uomini impegnati a sinistra. La sinistra chiara, trasparente, con lo sguardo rivolto al futuro e la mente ancorata al presente. La Sinistra antagonista e diametralmente opposta a quella comunista e in perenne conflitto con se stessa e con il mondo che la circonda. La Sinistra a cui aspiriamo da sempre, la sinistra a cui la storia ha dato ragione, la sinistra che si rimbocca le maniche e costruisce, e non quella che si siede lungo la strada da fare urlando e lamentandosi.
I sondaggi delle ultime giornate ci dicono che possiamo farcela. Portate al voto e convincete anche un solo amico e avremo compiuto una prima impresa. Un primo passo verso una meta condivisa e importante per noi, per le ragioni del socialismo, e per l’Italia tutta.
 
 




Perdonatemi la similitudine dantesca: questa campagna elettorale è come una partita di calcio importante. E negli incontri che contano, con tanto pubblico e riflettori puntati sul campo (certo qui i riflettori sono spenti ma non per colpa nostra), ciò che conta è il risultato. Noi, nel caso non ve ne foste già accorti, non stiamo giocando per lo scudetto nè per un posto in coppa. Stiamo giocando per non essere trascinati in coda alla classifica. Insomma per non retrocedere. I sondaggi ci dicono che dobbiamo stringere i denti e attaccare. I tre punti sono a portata di mano. Certo la partita è difficile. Gli avversari fanno dei falli a centrocampo per non farci giocare. E qualche fallo sarebbe da espulsione. Certo l'arbitraggio lascia un po' (molto) a desiderare e da qualche settore dello stadio ci fischiano contro. E non sono solo i tifosi avversari. Certo anche tra i nostri stessi compagni di squadra c'è chi è amante del pallone e del dribbling. E spesso perde la palla in cerca di virtuosismi inutili e spesso dannosi. E c'è chi non finalizza il gioco. Bene. Io però lo finalizzo. Per me, e quindi anche per chi è in questa avventura con me, ciò che conta ora sono solo i tre punti. Portati a casa quelli, che altro non sono che il famigerato 4%, si discuterà con tutta calma del prossimo campionato, del bel gioco che è mancato, di qualche acquisto sbagliato a riapertura di mercato e delle nuove o vecchie maglie che tanto piacciono, e giustamente, ai nostri tifosi. Stringiamo i denti e attacchiamo. Anche se sto correndo in pratica con un polmone solo e in una fascia del campo che mi è un po' ostica, non mollo. Ho ancora una buona visione del campo, un lancio lungo e preciso, e i 90 minuti nelle gambe. Arriveremo fino in fondo portandoci a casa la salvezza. Del dopo ne parleremo con calma. E correggeremo senza dubbio ciò che non è andato. Ciò che non va nella squadra.





 

Europee: Nencini: Non posso candidarmi
 
“Non sarò candidato alle europee perché la convalescenza, dopo l’incidente, me lo impedisce. I medici su questo sono stati tassativi. Non mi sono ancora ripreso al 100% e la candidatura esige continui spostamenti abbinati a una fatica fisica che oggi come oggi non posso permettermi”. Lo ha affermato il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, dicendosi sicuro dei buoni risultati che i socialisti otterranno con i propri candidati: da Marco Di Lello, coordinatore nazionale della segreteria socialista che sarà testa di lista nel sud, alla presidente dell’Internazionale socialista donne testa di lista in nord ovest, Pia Locatelli, europarlamentare uscente, e al giovane europarlamentare, Alessandro Battilocchio, “che ha operato benissimo in Europa” e che si batterà nelle liste del centro. “Condurrò tuttavia la campagna elettorale a sostegno dei candidati socialisti dentro Sinistra e Libertà - ha concluso Nencini - e più in generale per la nuova formazione politica in cui credo fermamente e da cui mi attendo un successo”




Vorrei tanto che non ricominciassimo su questo blog a spaccare il capello in quattro su temi dibattuti tante volte in questi ultimi mesi e soprattutto vorrei non essere costretto a passare il tempo a cancellare commenti burla o soprannomi che non mi piacciono. Detto questo trovo sbalorditivo che ci si chieda ancora che cosa ci stiamo a fare dentro Sinistra e LIbertà e se Socialismo ancora possa essere usato come termine. Il Ps crede fermamente, e lo ha deciso in direzione e a più riprese nelle riunioni di segreteria, in questa formazione politica nata per rispondere a due esigenze: 1) ricostruire una forza di sinistra diversa e nuova che spinga all'aggregazione e alle alleanze anche un partito supponente come il Pd per effettuare una battaglia veramente riformista e puntare a riprendere il governo del paese; 2) superare la soglia del 4%, possibilmente non di un soffio, per far si che si presti più attenzione da parte di tutti all'esigenza non più rinviabile di cui al punto 1. Il Partito Socialista non solo condivide questo progetto, ma se n'è fatto motore e molte iniziative sono partite da noi. Quanto al fatto che la situazione economica, più che la difesa dei diritti, muova da sempre l'elettorato... posso convenire. E certamente dietro tutte le mie dichiarazioni di queste settimane ho accompagnato il discorso dei diritti con quelli della difesa dei più deboli, degli emarginati, degli anziani:Parlare di precariato, parlare di diritto a un lavoro retribuito, di diritto di costruirsi una casa e una famiglia, un futuro..il diritto ad essere tutelati dal punto di vista sindacale, sanitario, contributivo..non è parlare di economia, di crisi, di lavoratori, e contemporaneamente di diritti civili singoli e collettivi? Il diritto alla scelta della propria vita, anche quando si vegeta in un letto da anni non è forse un diritto da difendere e inserire in tutto il contesto? E non è socialismo questo? E non è essere socialisti trovarsi su questi argomenti? Ognuno certo è libero di esprimersi come crede e trovare che tutto questo è poco. Ed è poco socialista. Liberissimi. Ma non siamo liberi di pensare che un blog senza censura preventiva, senza controlli, senza particolare idiosincrasie, debba necessariamente pubblicare ogni cosa per potersi dire democratico. Questo è e sarà un blog democratico anche se dovrà fare a meno di chi vive nell'ombra o di riccardin dal ciuffo o di altri. La penso così.





 

La forza di Sinistra e Libertà sta anzitutto nel suo nome. Riportare a Sinistra la parola libertà, usata  e soprattutto abusata negli ultimi anni, è la cifra distintiva di questa nuova aggregazione: una forza plurale ma omogenea, con una grande carica riformatrice, una visione chiara dell’Italia. Dopo troppo silenzio in questo spazio, di cui mi scuso, torno sintetizzando la mia prima uscita pubblica a Firenze, di sabato 18. Abbiamo presentato qui Sinistra e Libertà e siamo impegnati su tutto il territorio nazionale nei prossimi giorni. Oggi a MIlano e poi a Napoli e Bari. Non ho passato un gran periodo ultimamente e forse sono tornato troppo rapidamente in piedi. Occuparmi personalmente di tutto è molto faticoso. Abbiamo voluto intensificare le azioni e il dibattito su Facebook e il blog, che peraltro tecnicamente non mi convince ancora affatto, ne ha risentito.
Vogliamo batterci - come sapete - perché gli italiani siano più liberi. Liberi dalla paura che attanaglia le società multietniche contemporanee assicurando controllo del territorio e integrazione; liberi dal bisogno e dalla paura del futuro che la crisi economica ha riportato al centro dei pensieri delle famiglie; liberi di scegliere sul proprio fine vita, contro i diktat di Stato e la trasformazione in norme di precetti morali e religiosi. E' qualche cosa di più di un cartello elettorale in quanto raccoglie forze che guardano al Manifesto del Partito Socialista Europeo, che sono omogenee in alcuni caratteri fondanti come la laicità e la rivendicazione di una nuova stagione per i diritti civili, la lotta al precariato per un nuovo Welfare. Al centro del nostro programma ci sono i grandi temi e le grandi questioni ancora aperte in Italia. Pensiamo alla laicità, al tema dell’istruzione, formazione e ricerca, al tema di come costruiamo un ambiente favorevole alla valorizzazione del merito invece che al nepotismo. Laicità, ad esempio, non significa solo non ingerenza della Chiesa su alcuni temi quali i patti per le coppie di fatto. Laicità significa anche libertà di ricerca scientifica che a sua volta significa crescita di una sistema di produzione in settori d’avanguardia. Sono convinto che dopo giugno il tema del partito della sinistra democratica, riformatrice e socialista sarà ai primi posti dell’agenda politica. La stagione degli ibridi e delle fusioni a freddo, del nuovismo fine a sé stesso sta tramontando.




Grazie per l'incoraggiamento e i commenti positivi sulla linea politica scelta dalla segreteria del partito. Grazie a Matteo e a tutti quanti, anche ai più critici. Stiamo lavorando con pazienza e cercando di coinvolgere anche Pannella, nonostante le sue incertezze. Siamo alle battute finali, e i Socialisti con Fava e Vendola e i Verdi possono puntare a costruire qualche cosa di nuovo e di buono. Abbiamo deciso di farlo e stiamo proprio alla vigilia della comunicazione ufficiale. Entro una settimana chiuderemo l'intesa. Per ora affronteremo europee e amministrative dialogando a distanza con il Partito Democratico sui temi delle libertà sociali e civili, proprio come avvenne in Francia nel 71-72. Stabiliremo successivamente se il dialogo dventerà con il tempo un accordo di programma per tentare di ridare al centro-sinistra una guida dell'Italia più liberale e democratica.





 Stiamo andando avanti e più si procede e più le difficoltà aumentano. Sul piano della comunicazione qualche cosina è cambiata, qualche ascolto lo registriamo. Sia pur con molti problemi e spendendo una quantità di energie dietro e davanti ai media che dovremmo dirigere sull'azione politica. Certo su quest'ultimo tema non si può certo dire che mi sto risparmiando in queste settimane. Oggi ho alzato, insieme ai compagni della segreteria e a tutti quelli che non si sono fatti spaventare dalla grandine dal temporale e dai divieti della Questura, un muro ai confini dello Stato Vaticano. Immagini e resoconti vi aggiorneranno sul sito. I Patti Lateranensi sono una cosa, il rispetto delle leggi degli Stati indipendenti un'altra. Da mesi questo Papa fa continue invasioni su terreni che non gli appartengono. Noi oggi ci siamo posti al confine tra i due Stati e, senza invasioni, abbiamo protestato anche a nome di chi non è potuto essere dei nostri.

Ma a spingerci nell'azione politica, perdonatemi, non è solo cercare di arrivare al 4% dopo la legge sullo sbarramento antidemocratica varata da questo governo. A muoverci verso e con le altre forze di sinistra è la convinzione che debba e possa nascere una nuova forza riformista, di sinistra e laica. Senza che si perda nulla della nostra autonomia cerchiamo, sia alle amministrative che alle europee di formare un nucleo su cui costruire un'alternativa futura. Ci proviamo almeno e ci crediamo.





Ho fatto un po' di pulizia. Poca ma l'ho fatta. Ho tolto gli insulti (quelli diretti a me li ho lasciati chiaramente) tra alcuni di voi. Parolacce gratuite, offese pesanti. Mi scuso con Dada a nome dei socialisti e di quanti amano discutere anche in tono acceso ma corretto. Vi avevo scritto in un paio di post che non sarei tornato sul Blog prima di un suo convincente restauro. E vi avevo invitato a discutere sul Forum del partito. Ma li ci si deve registrare vero? E a qualcuno di voi invece non va...preferisce coprirsi con l'anonimato e insultare. Oppure continuare a sostenere che non sono interessato a discutere con voi. Sono dovuto tornare perchè ancora una volta questa pagina era stata male utilizzata approfittando del fatto che non voglio filtri nè censure. Tuttavia c'è un controllo. Nel merito tornerò a Blog sistemato. Dovrebbe essere oramai questione di ore.  C'è tuttavia chi ritiene che si facciano troppe parole e pochi fatti. A me non sembra. Anche sul caso Englaro non è stato così. Ci siamo dati da fare. Quanto a sciogliere la questione Craxi una volta per tutte, come sono stato invitato a fare, devo dirvi che non capisco. Craxi è stato un grande leader politico di questo paese. E nessuno può sostenere il contrario. Noi dobbiamo tuttavia andare avanti e abbiamo fino all'estate un impegno pesante. Recuperare terreno e voti. Tornare a svolgere un ruolo forte nella sinistra, indipendentemente dal peso elettorale. Qualche cosa credo che il Ps stia facendo. Ad alcuni di voi sembra poco, ad altri no. C'è chi è soddisfatto della linea un po' movimentista intrapresa e chi non si accontenta mai. Ma questo è nelle cose. Nelle prossime ore controllerò se le richieste tecniche che ho rivolto agli artefici di questo spazio mi soddisfano e riprenderò il dialogo con voi. Ma alcune risposte le ho già date in queste settimane con dichiarazioni (su Di Pietro e gli anni di Tangentopoli anche pesanti e riprese dai quotidiani: Il Riformista e altri). E infine non è vero che a Napoli si sia parlato solo e sempre del Partito Democratico. Evidentemente chi lo ha detto se ne era andato via prima del mio intervento. A presto.



Ancora due parole. Io non ho dato prorpio incarico a nessuno di passare qui sopra e cancellare carissima Alice. Lo faccio io e solo io. Capita che vada di fretta molto di fretta e faccia l'errore di cancellare schiacciando il delete sotto il commento invece che quello sopra il commento. Facendo così in realtà cancello non ciò che volevo togliere bensì un commento pacato e magari corretto. Scusatemi tutti. Tuttavia vi avevo invitato a passare sul sito che stiamo implementando a fatica e lasciare questo Blog così comè. Io non ci tornerò più sopra fino a quando non verrà corretto secondo le mie richieste ed esigenze tecniche. Certo che ogni tanto dandogli un'occhiata mi innervosisce che ci sia forza Inter o Riccardin che dice cose strampalate o i testi di Lennon ( se testo era). Quanto alle contraddizioni politiche della strada che abbiamo intrapreso devo dirvi che noi ci presenteremo con nostre liste in tutti i luoghi dove questo sarà possibile e lo faremo scegliendo di volta in volta mettendo sul piatto le possibili contraddizioni con possibili risultati. Io lotto. Lotto per esserci con i miei temi e con le mie idee e con i miei programmi. Fino a giugno 2009 sarà così. A Napoli non è andata male. La conferenza è stata bella e ascoltata. I tg ci hanno dato ascolto e visibilità. I quotidiani meno. Non fa nulla. O meglio fa. Ma andiamo avanti.