Riccardo Nencini

Senatore e Scrittore

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Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il mio intervento al. Senato

Libri

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Storie segrete

Ed. Ponte Sisto, 2020  “Storie segrete. Cronaca surreale di una quarantena” è un libro scritto a quattro mani da Riccardo Nencini e Giada Fazzalari:  un

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Dopo l’apocalisse

Ed La Vela, 2020 ‘Dopo l’apocalisse’, scritto a quattro mani da Franco Cardini e da Riccardo Nencini, racconta le epidemie del passato e spalanca una

Nel giorno del #dantedì ho tenuto una lezione per l’Istituto Dante di Roma. Uno dei grandi miti della storia della cultura universale. Dante non fu soltanto un grande poeta e scrittore fiorentino, ma un uomo civico che prese parte all’attività politica della sua città. E’ Dante il protagonista, insieme a Giotto e Arnolfo di Cambio, della Firenze che conosce il primo vero Rinascimento, una rivoluzione nel mondo delle arti. Firenze era una città meravigliosa in cui esplodevano le arti, le corporazioni avevano un ruolo fondamentale nella vita civica della città, una città di cantieri. Alla libertà Dante dedica molti versi: il libero arbitrio inteso come la libertà di scegliere in piena coscienza. La ‘libertà’, la responsabilità individuale e l’impegno civico sono temi a cui Dante ha dedicato molto, tanto che fu soldato, ambasciatore, Priore. Una parte significativa della sua vita fu dedicata alla politica e al servizio della sua città. “Dante fece del cammino verso la speranza uno dei suoi fari. Oggi che la speranza è più debole, che l’Italia è piegata dalla pandemia e prevalgono la rassegnazione e il rancore, se dovessimo calare la vicenda dantesca nella vita sociale, economica, politica e istituzionale di questi anni terribili, il cammino dantesco della speranza potremmo tradurlo ritrovando in esso tutta la sua modernità. Un poeta ’Sommo’ per gli antichi ma lo è anche per noi.

Nel giorno del #dantedì ho tenuto una lezione per l’Istituto Dante di Roma. Uno dei grandi miti della storia della cultura universale. Dante non fu soltanto un grande poeta e scrittore fiorentino, ma un uomo civico che prese parte all’attività politica della sua città.
E’ Dante il protagonista, insieme a Giotto e Arnolfo di Cambio, della Firenze che conosce il primo vero Rinascimento, una rivoluzione nel mondo delle arti. Firenze era una città meravigliosa in cui esplodevano le arti, le corporazioni avevano un ruolo fondamentale nella vita civica della città, una città di cantieri.
Alla libertà Dante dedica molti versi: il libero arbitrio inteso come la libertà di scegliere in piena coscienza. La ‘libertà’, la responsabilità individuale e l’impegno civico sono temi a cui Dante ha dedicato molto, tanto che fu soldato, ambasciatore, Priore. Una parte significativa della sua vita fu dedicata alla politica e al servizio della sua città. “Dante fece del cammino verso la speranza uno dei suoi fari. Oggi che la speranza è più debole, che l’Italia è piegata dalla pandemia e prevalgono la rassegnazione e il rancore, se dovessimo calare la vicenda dantesca nella vita sociale, economica, politica e istituzionale di questi anni terribili, il cammino dantesco della speranza potremmo tradurlo ritrovando in esso tutta la sua modernità. Un poeta ’Sommo’ per gli antichi ma lo è anche per noi.
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VIVA L’ITALIA Proprio oggi, 160 anni fa, nasceva l’Italia. Non quella nella quale viviamo, ancora mancavano Triveneto e Trentino, ma l’ossatura c’era già tutta. Per farla si intrecciarono tre fenomeni: la diplomazia di Cavour, l’audacia di Garibaldi, il via libera delle potenze straniere, Francia e Inghilterra su tutte. l’Italia vanta una caratteristica che la rende diversa da altre nazioni. In passato è caduta e si è rialzata, ha fissato il canone della bellezza ed ha conosciuto il crepuscolo per poi nascere di nuovo. Sarà di buon auspicio. #vivalitalia #unitaditalia

VIVA L’ITALIA
Proprio oggi, 160 anni fa, nasceva l’Italia. Non quella nella quale viviamo, ancora mancavano Triveneto e Trentino, ma l’ossatura c’era già tutta.
Per farla si intrecciarono tre fenomeni: la diplomazia di Cavour, l’audacia di Garibaldi, il via libera delle potenze straniere, Francia e Inghilterra su tutte.
l’Italia vanta una caratteristica che la rende diversa da altre nazioni. In passato è caduta e si è rialzata, ha fissato il canone della bellezza ed ha conosciuto il crepuscolo per poi nascere di nuovo. Sarà di buon auspicio. #vivalitalia #unitaditalia
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GIORGIA E IL PROFESSORE Le scuse non bastano. Le offese sessiste - vacca, scrofa...- del professor Gozzini a Giorgia Meloni hanno un peso maggiore se provengono dalla lingua di un educatore di ragazze e ragazzi, e non spiego perché. Io sto con Giorgia senza se e senza ma e mi incazzo quando leggo giustificazione di parte. Questi intellettuali saccenti abituati a consumare le suole nei salotti di certa sinistra non sempre hanno da insegnare qualcosa. Un mese fa, quando si celebravano i 100 anni di nascita del PCI, proprio Gozzini ebbe a scrivere sulle colonne di Robinson che il PCI era stato decisivo, a cavallo tra anni sessanta e anni settanta, nella realizzazione delle grandi riforme: dalle regioni allo statuto dei lavoratori, dal divorzio alla riforma della sanità. Già, come no. Erano i socialisti ad essere all’opposizione, Loris Fortuna e Giacomo Brodolini erano pericolosi sovversivi e Gigi Mariotti, che la sanità la riformò rendendola pubblica, era un trozkista.

GIORGIA E IL PROFESSORE
Le scuse non bastano. Le offese sessiste - vacca, scrofa...- del professor Gozzini a Giorgia Meloni hanno un peso maggiore se provengono dalla lingua di un educatore di ragazze e ragazzi, e non spiego perché. Io sto con Giorgia senza se e senza ma e mi incazzo quando leggo giustificazione di parte. Questi intellettuali saccenti abituati a consumare le suole nei salotti di certa sinistra non sempre hanno da insegnare qualcosa.
Un mese fa, quando si celebravano i 100 anni di nascita del PCI, proprio Gozzini ebbe a scrivere sulle colonne di Robinson che il PCI era stato decisivo, a cavallo tra anni sessanta e anni settanta, nella realizzazione delle grandi riforme: dalle regioni allo statuto dei lavoratori, dal divorzio alla riforma della sanità. Già, come no. Erano i socialisti ad essere all’opposizione, Loris Fortuna e Giacomo Brodolini erano pericolosi sovversivi e Gigi Mariotti, che la sanità la riformò rendendola pubblica, era un trozkista.
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Vanno riaperti i luoghi della cultura. Sono in regola con le norme di sicurezza della salute, non ci sarebbero assembramenti nelle sale, farebbero bene allo spirito. Prossima settimana prenderò iniziativa in commissione in #Senato

Vanno riaperti i luoghi della cultura. Sono in regola con le norme di sicurezza della salute, non ci sarebbero assembramenti nelle sale, farebbero bene allo spirito. Prossima settimana prenderò iniziativa in commissione in #Senato ...

IL GOVERNO DRAGHI Governo tecnico-politico ma i ministeri chiave sono tutti nelle mani di uomini di fiducia del premier. Inutile girarci intorno: il meglio che l’Italia esprime.

IL GOVERNO DRAGHI
Governo tecnico-politico ma i ministeri chiave sono tutti nelle mani di uomini di fiducia del premier. Inutile girarci intorno: il meglio che l’Italia esprime.
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TRE CASI DI GOVERNI DI UNITÀ NAZIONALE Ieri il leader della #Lega #Salvini ha evocato De Gasperi. C’è del vero nella citazione. Il primo governo De Gasperi, all’indomani della fine della guerra, fu il secondo esecutivo di unità nazionale. Il primo esperimento risale al 1916, Governo Boselli: la guerra si allunga, Giolitti, che al conflitto Italo-austriaco era contrario, entra in gioco, fa fuori Salandra e favorisce la nascita di un governo aperto a liberali, socialisti riformisti, repubblicani. Ne restò fuori il PSI, il partito che più forte si oppose alla guerra. Nel secondo dopoguerra i governi di unità nazionale con a capo De Gasperi sono tre (fino al maggio 1947). Contano ministri democristiani, socialisti, liberali, comunisti, azionisti. Governi figli della ricostruzione e di un comune sentire maturato negli anni della resistenza. Draghi sta per inaugurare la terza stagione. Il punto in comune di queste tre storie è l’emergenza, uno stato di crisi: una guerra in corso, la ricostruzione postbellica, la pandemia. A guardar bene, però, scopri anche le diversità. L’Italia del ‘45 proveniva dal ventennio fascista. La ricostruzione dei partiti avvenne soprattutto a partire dall’autunno del 1943, si costituirono i CLN dove forze con tendenze opposte collaborarono per sconfiggere il nazifascismo. Governare assieme non era affatto una missione impossibile. Nel governo Draghi, invece, si confronteranno partiti da tempo in conflitto e con ideali contrapposti. Per questo si tratta di un esperimento che non ha precedenti. È lo stato di necessità, come ha detto il Presidente della Repubblica, a renderlo possibile.

TRE CASI DI GOVERNI DI UNITÀ NAZIONALE
Ieri il leader della #Lega #Salvini ha evocato De Gasperi. C’è del vero nella citazione. Il primo governo De Gasperi, all’indomani della fine della guerra, fu il secondo esecutivo di unità nazionale.
Il primo esperimento risale al 1916, Governo Boselli: la guerra si allunga, Giolitti, che al conflitto Italo-austriaco era contrario, entra in gioco, fa fuori Salandra e favorisce la nascita di un governo aperto a liberali, socialisti riformisti, repubblicani. Ne restò fuori il PSI, il partito che più forte si oppose alla guerra.
Nel secondo dopoguerra i governi di unità nazionale con a capo De Gasperi sono tre (fino al maggio 1947). Contano ministri democristiani, socialisti, liberali, comunisti, azionisti. Governi figli della ricostruzione e di un comune sentire maturato negli anni della resistenza.
Draghi sta per inaugurare la terza stagione.
Il punto in comune di queste tre storie è l’emergenza, uno stato di crisi: una guerra in corso, la ricostruzione postbellica, la pandemia.
A guardar bene, però, scopri anche le diversità.
L’Italia del ‘45 proveniva dal ventennio fascista. La ricostruzione dei partiti avvenne soprattutto a partire dall’autunno del 1943, si costituirono i CLN dove forze con tendenze opposte collaborarono per sconfiggere il nazifascismo. Governare assieme non era affatto una missione impossibile.
Nel governo Draghi, invece, si confronteranno partiti da tempo in conflitto e con ideali contrapposti.
Per questo si tratta di un esperimento che non ha precedenti.
È lo stato di necessità, come ha detto il Presidente della Repubblica, a renderlo possibile.
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Ognuno ha in testa la sua #Firenze. Questa è la Firenze amata da Oriana #Fallaci, un viaggio dell’anima nei luoghi più insoliti e in compagnia di geni senza tempo: Dante soldato, Giotto usuraio, i franchi tiratori fascisti ammazzati sulla scalinata di Santa Maria Novella, l’Arno ridicolizzato da Mark Twain, l’Oltrarno dei fiorentinacci. Su tutti e su tutto il timbro di Oriana. “Sono aggressiva. Sono fiorentina. Sono una Fallaci”. Il mio ultimo libro “A Firenze con Oriana Fallaci” uscirà il 4 febbraio. #giulioperroneditore #AFirenzeConOrianaFallaci #PassaggiDiDogana

Ognuno ha in testa la sua #Firenze. Questa è la Firenze amata da Oriana #Fallaci, un viaggio dell’anima nei luoghi più insoliti e in compagnia di geni senza tempo: Dante soldato, Giotto usuraio, i franchi tiratori fascisti ammazzati sulla scalinata di Santa Maria Novella, l’Arno ridicolizzato da Mark Twain, l’Oltrarno dei fiorentinacci.
Su tutti e su tutto il timbro di Oriana.

“Sono aggressiva. Sono fiorentina. Sono una Fallaci”.

Il mio ultimo libro “A Firenze con Oriana Fallaci” uscirà il 4 febbraio.

#giulioperroneditore #AFirenzeConOrianaFallaci #PassaggiDiDogana
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