CIAO UGO CARISSIMO

Il saluto che non avrei mai voluto scrivere, il salvadanaio della memoria che se ne va. Era in ospedale l’ultima volta che ci siamo parlati, giorni fa. La malinconia nella voce, il timore di non farcela, eppure domande su domande, il partito, come stai, cosa fai, la politica, quel chiodo fisso peggio di una droga. Al servizio di una comunità con il solo peso delle parole e della passione. Il socialismo che hai difeso coi denti con lealtà e coerenza.
Un’idea giusta, sempre buona per cambiare le cose.

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