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APRILE
2024

Ricordando Giacomo Matteotti nella sua Fratta Polesine

CISL

Il coraggio riformista di Matteotti

Nencini, Giaretta, Refosco: “Fu precursore, difensore della democrazia e con una visione politica”

 

Il riformismo sociale e Giacomo Matteotti. Un convegno per ricordare l’impegno e l’esempio del martire polesano nel centenario della sua morte a causa del regime fascista. Il convegno “Il riformismo sciale della Cisl e Giacomo Matteotti” è stato organizzato nella mattinata di oggi dalla Cisl di Padova e Rovigo a Villa Molin Avezzù a Fratta Polesine.

Un incontro per rilanciare i valori del riformi sociale del sindacato e per ricordare la figura e i valori dell’azione politica di Giacomo Matteotti. “Perché – ha ricordato l’ex senatore Riccardo Nencini – l’esempio e il ricordo del politico polesano non deve limitarsi alle commemorazioni del centenario. Ed è proprio questo il rischio. Invece Matteotti deve essere avere un posto di rilievo nel pantheon della nostra nazione. Il suo coraggio, il suo essere scomodo per il regime fascista che stava diventando sempre più pericoloso e tetro, la sua capacità di portare avanti politiche moderne e che sapevano rivolgersi a tutti i cittadini, dovrebbero essere un insegnamento”.

Il convegno si è aperto con i saluti di Samuel Scavazzin, segretario Cisl di Padova e Rovigo, di Cinzia Mantovani, assessore di Fratta Polesine, Maria Lodovica Mutterle, direttrice casa museo Giacomo Matteotti.

Poi Aldo Carera, della fondazione Giulio Pastore, ha svolto un excursus dell’opera politica di Giacomo Matteotti e del riformismo sociale della Cisl e di Giulio Pastore: “La fonte del riformismo è la natura dell’uomo, portata a risolvere i problemi”.

Quindi la tavola rotonda moderata dal direttore de La Voce di Rovigo, Alberto Garbellini. Il focus è stato puntato sul percorso politico di Matteotti, dal suo legame col territorio polesano, alle sua battaglie politiche per allargare i diritti, migliorare le condizioni di vita delle classi più umili, a partire dai braccianti polesani, alla sua opposizione al fascismo, fino all’estremo sacrificio per non indietreggiare di fronte alla dittatura e alla soppressione della democrazia.

Il Senatore Riccardo Nencini ha posto in rilievo “la grande leadership di Matteotti, capace di essere controcorrente eppure nel giusto, con una visione anticipatrice di molte tematiche politiche e sciali, come gli Stati uniti d’Europa, il pacifismo, l’essere riformista quando c’era poco spazio per questa linea”. Ha anche evidenziato “il ruolo della moglie e di molte donne nella storia, spesso dimenticate. Invece la moglie di Matteotti merita grande considerazione, si amavano tantissimo, eppure non esitò a spingerlo a non essere ‘vile’ nel criticare le violenze del fascismo”. L’ex senatore Paolo Giaretta ha evidenziato “il parallelismo fra Matteotti e don Sturzo, entrambi difensori della democrazia, entrambi costretti all’emarginazione. Socialismo riformista e dottrina sociale cristiana hanno punti di contatto”. Gianfranco Refosco, segretario regionale Cisl ha sottolineato “il riformismo della Cisl e il suo legame con il territorio e i sui lavoratori, per portare avanti istanze legate ai diritti. Non sempre servono scioperi generali per ottenere i risultati”.

I relatori hanno poi posto l’accento sulla necessità di “non disperdere il patrimonio valoriale legato agli insegnamenti che ci arrivano dall’azione politica e sociale di Matteotti. Il suo coraggio, le sue battaglie per democrazia, equità sociale, libertà, devono rimanere fondamenta della nostra comunità”. Infine le conclusioni da parte di Andrea Cuccello, della segreteria nazionale Cisl: “Il sindaco deve perseguire l’azione riformista, sulla scia dell’esempio di Giacomo Matteotti. La Cisl intende realizzare un modello sindacale che va verso una logica partecipativa e immagina la capacità di innovare veramente e migliorare”.

 

Articolo completo su La Voce di Rovigo https://www.polesine24.it/cronaca/2024/04/16/news/il-coraggio-riformista-di-matteotti-249796/